Milazzo...La storia

 

L'area di Milazzo, sede di un antichissimo insediamento neolitico (4000 a.C.) e siculo, subiva tra il IX e l'VIII secolo a.C. una progressiva ellenizzazione, fino alla fondazione, da parte dei coloni greci nel 716 a.C., di Mylai, in un'area ricadente sul primo innesto peninsulare con la terraferma, distinguibile nella prima altura e nelle sue pendici meridionali fino alla pianura. L'età imperiale, quella bizantina e il successivo dominio arabo confermano il sito dell'insediamento greco. I normanni vi costruirono un fortilizio, di cui rimane ancora un torrione a pianta quadrata. L'opera di incastellamento sull'acrocoro veniva tuttavia organizzata da Federico II di Svevia nella prima metà del sec.XIII. Alla fine dello stesso secolo Giacomo d'Aragona dilatava la cinta muraria abbozzando una prima chiusura del Borgo, edificato sulle più prossime pendici meridionali. A metà del sec. XIV, fuori da queste mura, sorgevano a mezzogiorno i Casali, costruzioni originate da edificazioni angioine durante un lungo assedio alla città. Alfonso d'Aragona nel Quattrocento, mentre venivano avviati insediamenti nella zona bassa intorno ai Casali, irrobustiva in alto la difesa del castello con una poderosa cinta e con altre opere fortificatorie più avanzate. Lungo il sec.XVI Milazzo perveniva alla triplice configurazione morfologica (Città murata, Borgo, Città Bassa) ancora oggi distinguibile: sin dagli anni Trenta del secolo veniva costruita una notevole cinta che murava la città alta, insediata sull’acrocoro fuori dalla cinta aragonese, distinguendola dal Borgo, tagliato fuori, sulle pendici collinari. A sua volta il Borgo veniva distaccato dalla Città Bassa con l’edificazione del Quartiere spagnolo, la cui opera veniva iniziata nel 1585 a sbarramento dell’accesso verso la penisola. Per quanto il sec.XVII privilegiassegli insediamenti all’interno del Borgo medesimo, veniva sempre più evidenziandosi la vocazione pianeggiante dello sviluppo urbano.
Il Settecento, infatti. non solo vedeva dilagare in pianura le più significative iniziative edilizie, ma vedeva definitivamente abbandonare gli interessi residenziali per la città murata e ridurre quelli per lo stesso Borgo. Il sec.XIX apriva la città a nuovi criteri urbanistici e, se buttava le basi per un ulteriore sviluppo pianeggiante della città nelle aree meridionali e occidentali, con il piano Cumbo Borgia (1893) si attrezzava di un nuovo asse viario nel cuore della città settecentesca, la cui realizzazione veniva ritardata finoltre il 1936, quando iniziava ad essere operante il piano Savoia, che aveva di fatto ereditato le direttive programmatiche del precedente piano ottocentesco.
Si piega a sinistra in via Colonnello Magistri, e subito a destra in via Rizzo, da cui, per la prima traversa a destra (via Birago) si raggiunge la costa in via dei Mille, sulla quale ci s'immette verso sinistra: a destra si profila il porto, protetto dall'ampia penisola e dalla prima altura su cui sono adagiati il castello e il vecchio Duomo. Lasciata così alle spalle e a sinistra l'espansione urbana novecentesca, si raggiunge, nel largo dei Mille, il primo confine della cinquecentesca città murata: nel largo era ubicata la tardocinquecentesca porta Messina, che definiva di fatto l'ingresso alla città costituendo un limite urbano e territoriale insieme. 

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